|
Costituito
il 16 aprile 1861 a Capua con i battaglioni dal
XXVIII
al XXXIII,
amplia i suoi ranghi fino a contare otto battaglioni e,
nel dicembre 1865 cambia numerazione in 4° Reggimento
Bersaglieri. Si ricostituisce il 1° gennaio 1871 ad
Ancona con quattro battaglioni veterani delle Campagne
per l'Indipedenza, il
VI,
il XIII, il XIX
ed il XXI,
tutti provenienti dal 1° Reggimento. Perso di forza il
XXI,
rinumerati in I, II
e III
gli altri battaglioni, concorre alla formazione di
reparti inquadrati nelle Campagne di Eritrea.
Impegnato con oltre mille uomini in libia nel 1911-12,
affronta la Grande Guerra con le fila completate da un
battaglione ciclisti. In linea nel '15 nella Conca di
Plezzo, sul Carso nel '16, sull'Isonzo, il Vodice, la
Bainsizza nel '17, il Reggimento chiude la 1a
Guerra Mondiale sul Sasso Rosso nel 1918. Riordinato nel
1923 in Reggimento Ciclisti, mantiene in vita il 6° e il
13° Battaglione.
Impiegato al completo nella guerra di Spagna, il
Reggimento opera inquadrato nella Divisione Celere
"Emanuele Filiberto Testa di Ferro" in Jugoslavia,
Bosnia e Croazia, quindi con la "Pricipe Amedeo duca
d'Aosta" parte nel 1942 per il fronte Russo. Rientrato
in Italia con due Medaglie d'Oro alla Bandiera ad aprile
del '43, il 1° luglio 1943 diviene 6° Reggimento
Bersaglieri Motorizzato. Si scioglie l'8 settembre 1943
a seguito dell'Armistizio.
Il 1° ottobre 1969 si ricostituisce il 6° Battaglione
Bersaglieri inquadrato nel 22° Reggimento Fanteria
Corazzata "Cremona" alle dipedenze del quale resta fino
al 20 ottobre 1975. Sciolto il Reggimento per effetto
della ristrutturazione del 1975 il Battaglione con sede
in Torino assume la denominazione di 6° Battaglione
Bersaglieri "Palestro" ed è inquadrato nella 3a
Brigata Meccanizzata "Goito" della Divisione "Centauro".
Il Battaglione nell'ambito della ristrutturazione del
1985 viene posto in posizione "Quadro" e quindi
soppresso il 31 maggio 1991.
Il 16 settembre 1992, si ricostituisce il 6° Reggimento
Bersaglieri sul 6° Battaglione Bersaglieri "Palestro" in
Solbiate Olona, per trasformazione del preesistente 10"
Battaglione Bersaglieri "Bezzecca". Il Reggimento ha
partecipato alle operazioni all'estero
ed in
patria che hanno visto impegnata la Forza Armata
Progressivamente
ridotto nei quadri nella sede di Bologna, si
ricostituisce nella sede di Trapani il 1° Gennaio 2005.
|
Origini e vicende
organiche
Trae
origini dal Comando
Bersaglieri del 6° Corpo
d'Armata costituito il
16 aprile 1861 a Capua.
Partecipa alla campagna
di Libia del 1911 con 22
ufficiali e 1.215
bersaglieri. Partecipa
alla prima guerra
mondiale.
Per effetto della
circolare ministeriale
n° 3.760 del 7 luglio
1924 fu tutto
trasformato in ciclisti
e con il
battaglione quadro
soppresso.
L'11 marzo 1926, con la
legge n° 396, il
Reggimento viene
costituito su Comando,
Deposito e due
Battaglioni, il VI e
XIII.
Nel 1934 il Reggimento
viene inquadrato nella 2a
Divisione Celere
"Emanuele Filiberto
Testa di Ferro". Il
Reggimento viene
inserito nell'ambito
dell'esigenza O.M.S.
(Oltre Mare Spagna) e
impiegato al completo
nella guerra di Spagna.
Nel 1939 partecipa
all'occupazione
dell'Albania con il VI
Battaglione (6 aprile a
S. Giovanni di Medua e
il 7 aprile a Scutari)
facente parte della
colonna Scattini.
Guerra 1940-43
1940
- All'inizio del
conflitto il Reggimento
è di stanza a Bologna ma
due reparti minori, 17 a
compagnia motociclisti e
72a
compagnia cannoni da
47/32, si trovano sul
fronte dell'Africa
Settentrionale alle
dipendenze organiche
dell'8° Reggimento
Bersaglieri. La
17a
compagnia motociclisti
prese parte ad una serie
di operazioni, dal mese
di agosto fino al mese
di febbraio del 1941,
con azioni di
pattugliamento, puntate
offensive e compiti di
avanguardia.
1941
-
Il 21 febbraio, il
Reggimento, sottratto
alla dipendenza della
2a Divisione
Celere "Emanuele
Filiberto Testa di
Ferro"
lascia la sede di
Bologna alla volta della
Sicilia passando alle
dirette dipendenze del
XII Corpo d'Armata. Qui
costituisce, dal 23
febbraio, insieme ad
altre unità il
Raggruppamento Celere
della Sicilia (1). Il 10
aprile, il Reggimento
parte per il fronte
jugoslavo. Il 13 aprile
passa il confine con
obiettivo Sussak che
raggiunge il giorno
stesso. Nei giorni
successivi raggiunge con
le sue unità tutti gli
obiettivi prefissati
(2). Dal 2 all'8 maggio,
costituisce una colonna
mista motorizzata e
assume i poteri militari
a Karlovac. Dopo un
breve rientro in Italia,
dal17 luglio al 1°
agosto, il giorno 2 il
Reggimento parte con
destinazione la Bosnia
meridionale, andando a
presidiare la zona del
settore di Garac (3).
Dal 7 al 25 settembre
viene costituita la
prima Colonna Salvatores
(4) per l'occupazione di
Strmica, Bos Grahovo,
Peci, Resanovici e
Drvar. Dall'8 al 10
ottobre viene costituita
la seconda Colonna
Salvatores (5) per
l'occupazione di
Bihac-Bos Krupa. Il 5
novembre inizia il
trasferimento verso la
sede del Reggimento a
Bologna che conclude il
giorno 12.
La
72a
compagnia cannoni da
47/32, alle dipendenze
dell'8° Reggimento
Bersaglieri
in Africa Settentrionale
prese parte agli scontri
per la conquista di el
Mechili il 7-8 aprile.
Dal 15 aprile al 14
maggio, la compagnia
prese parte a tutte le
azioni di pattuglia, di
rastrellamento e di
ricognizione offensiva
svolte dai reparti
italo-tedeschi di
avanguardia e agli
scontri di Passo Halfaya
del 8-15 maggio.
1942
- Dal 28 gennaio al 18
febbraio il Reggimento
viene trasferito, dalla
sua sede di Bologna in
Russia alle dipendenze
organiche della 3a
Divisione celere
"Principe Amedeo Duca
d'Aosta", con tradotta
militare via ferrovia
fino a Uman nei pressi
del fiume Bug. Dopo
l'accantonamento, inizia
il trasferimento, sulla
direttrice
Uman-Kriwojrog-Dnjepropetrovs-Stalino-Iwanoska
a piedi per un totale di
681 Km. con 29 tappe di
marcia forzata, fino
alla zona di impiego e
dal 16 al 31 marzo entra
in linea nel settore del
CSIR. Dal 31 marzo al 12
luglio viene impiegato
nel settore difensivo
della 3a
Divisione celere
"Principe Amedeo Duca
d'Aosta". Dal 13 al 17
luglio ha inizio la
controffensiva dei
reparti dell'Asse e
partecipa alla battaglia
di Iwanowka. Dal 18 al
24 luglio, il Reggimento
è attivo negli scontri
per la conquista del
bacino minerario di
Krasnij Lutch. Dal 24
luglio al 23 agosto
marcia in avvicinamento
al Don e partecipa alla
battaglia di
Serafimovich. Dal 23
agosto all'11 settembre
prende parte agli
scontri di Iagodnij. dal
12 settembre al 30
ottobre il Reggimento è
dislocato nel settore
difensivo di Rybny. Dal
30 ottobre al 16
dicembre fa parte dello
schieramento difensivo
sul Don e viene
coinvolto nella prima
offensiva invernale da
parte delle forze russe.
Dopo la battaglia di
rottura del fronte dal
17 al 21 dicembre,
inizia nei giorni
seguenti la manovra di
ripiegamento tra
Bolshaja e Donets. Dal 5
al 22 febbraio continua
il ripiegamento fra
Rikovo e il fiume
Dnjepr. Dal 1° al 19
febbraio partecipa agli
scotri per la difesa di
Pawlograd. Dal 19 al 21
febbraio continua
l'azione di ripiegamento
su Dnjepropetrovsk. Il
18 aprile i superstiti
del Reggimento rientrano
in Sede a Bologna.
1943
- Presso il Deposito del
6° Bersaglieri viene
costituito il DXXXVI
Btg. (6) che viene
impiegato in Sicilia nel
settore di
Licata-Canicattì e l'11
luglio fu travolto dai
reparti anglo-americani
che sbarcarono
nell'isola. Presso il
Deposito del 6°
Bersaglieri viene
costituito anche il
DLVIII Btg. che operò in
Calabria a disposizione
del Comando base.
Travolto dagli eventi
dello sbarco alleato del
3 settembre, fu
assorbito dal CDXLIII
Btg. Bersaglieri della
209a
Divisione Costiera che
seguì le operazioni
dell'8a
Armata americana fino al
settembre 1945.
Unità
maggiori
Il 6°
Reggimento Bersaglieri
era così composto:
|
1940-1943
|
|
Comando
Compagnia
Comando di
reggimento
VI Btg.
Bersaglieri
ciclisti
XIII Btg.
Bersaglieri
ciclisti
XIX
Btg.
Bersaglieri
ciclisti
17a
Cp.
motocorazzata
106a
Cp.
motocorazzata
172a
Cp.
controcarri
da 47/32
272a
Cp.
controcarri
da 47/32 |
Campagne di guerra
(1940-1943)
|
Data
|
Divisione |
Corpo d'A.
|
Armata
|
Gruppo
d'Armata
|
Area di
operazioni
|
|
1940 |
- |
- |
- |
|
Africa
settentrionale |
|
1941 |
2a
Div. Cel. |
|
|
|
Jugoslavia |
|
1942 |
3a
Div. Cel. |
|
|
|
Russia |
|
1943 |
|
|
|
|
Territorio
metropolitano |
Comandanti (1939-1943)
Col.
Umberto Salvatores (fino
al 22/10/1942)
Col.
Mario Carloni (dal
22/10/1942)
Sede
Bologna
NOTE
1) La
composizione del
Raggruppamento Celere
della Sicilia, dislocato
nella zona centrale
dell'isola e con sede a
Caltanissetta
era la
seguente:
6°
Reggimento Bersaglieri
-
I
Gruppo Cavalleggeri
"Palermo"
-
II
Gruppo carri leggeri
"San Marco"
-
1
Battaglione
motorizzato
anticarro da 47/32
-
1
Compagnia
motociclisti del 6°
Reggimento
Bersaglieri
-
1
Compagnia
motociclisti del 10°
Reggimento
Bersaglieri
Le
dislocazione dei reparti
dei Bersaglieri erano le
seguenti:
-
Il VI
Battaglione era
dislocato ad Alcamo
-
il
XIII Battaglione era
dislocato a S.
Cataldo
-
il
XIX Battaglione era
dislocato a
Caltanissetta
2) 13
aprile: Homer; 14
aprile: Delnice; 15
aprile: Otok; 16 aprile:
Plaski; 17 aprile:
Priboj; 22 aprile:
Bijelo Polie; 27 aprile:
Liko Petrovo Selo (XIII
Btg.: Vaganac - Cp.
moto: Ottac); 11 maggio:
Cazin (comando, cp. com.
reggimento, VI e XIII
Btg.), Ostrocac (XIX
Btg.), Plitvica Jezera
(cp. moto), Zelin (cp.
cannoni); 12 maggio:
Velika Kladuska (VI Btg.
e cp. cannoni); 21
maggio: Otoka (XIII
Btg.), Cazin (XIX Btg.);
22 maggio: Cazin (cp.
cannoni); 8 luglio: Bos
Krupa (XIX Btg.); 9
luglio: Cazin (VI Btg.).
3) Il
settore di Garak era
presidiato da:
-
6°
Reggimento
Bersaglieri
-
Battaglione
Bersaglieri Zara
-
2°
Btg. del 152° Rgt.
fant. "Sassari"
-
305°
Btg. T. M.
-
2°
Btg. Genio
ferrovieri
-
Btg.
da 75/13 del 34°
Rgt. Art. D. F.
-
18a
Cp. lavoratori
-
19a
Cp. lavoratori
-
Cp.
meccanizzata
-
Sez.
autotrasporti
pesanti
-
Sez.
autocarrette
-
Nucleo carburanti
-
Collegamenti R. T. a
grande distanza
-
Sussistenza
-
24a
Sq. panettieri forni
Weiss
-
XIX
Btg Bersaglieri
distaccato a Srb
4) La
Prima Colonna Salvatores
per l'occupazione di
Strmica, Bos Grahovo,
Peci, Resanovici e Drvar
era composta da:
-
Comando colonna
-
Cp.
comando del 6°
Bersaglieri
-
VI
Btg. Bersaglieri
-
XIII
Btg. Bersaglieri
-
II
Btg. del 151° Rgt.
fant. "Sassari"
-
II
Btg. del 152° Rgt.
fant. "Sassari"
-
VII
Btg. CC.NN.
"Squadristi id
Milano"
-
1a
Cp. del 31° Rgt.
carri leggeri
-
1a
Cp. pontieri
-
34a
Cp. artieri
-
1a
Btr. di
accompagnamento del
151° Rgt. fant.
"Sassari"
-
un
plotone mortai da 81
del 151° Rgt. fant.
"Sassari"
-
III/34° Art. da
75/13
-
due
Btr. del I Gr. da
100/17 del 34° Rgt.
Art.
-
una
Btr. da 105/32 del
34° Rgt. Art.
-
12a
Cp. telegrafisti e
marconisti
-
27a
Sez.
fotoelettricisti
60/120
-
35°
ospedale da campo
con nucleo
chirurgico
-
Sez.
sanità
-
un
nucleo della 41a
Sez. CC. RR.
-
un
nucleo della 122a
Sez. sussistenza
-
24a
Sq. panettieri forni
Weiss
-
XIX
Btg. Bersaglieri
distaccato a Srb
5) La
Seconda Colonna
Salvatores per
l'occupazione di
Bihac-Bos Krupa era
composta da:
-
Comando della
colonna
-
Cp.
comando del VI Btg.
Bersaglieri
-
XIII
Btg. Bersaglieri
-
III
Btg. del 1° Rgt.
fant. "Re"
-
un
Btg. CC.NN.
-
106a
Cp. motociclisti del
6° Bersaglieri
-
1°
Sqd. carri leggeri
"S. Marco"
-
un
plotone carri
leggeri "S. Marco"
-
un
plotone artieri
6) Il
DXXVI Btg., con il DXXV
(deposito del 3°
Bersaglieri) e il DXXVII
(deposito del 2°
Bersaglieri) costituì il
177° Rgt. Bersaglieri T.
M. agli ordini del Col.
Alessandro Venturi (già
del 6° Bersaglieri).
FONTI
U.
Salvatores, "Bersaglieri
sul Don", Tipografia
Compositori, Bologna,
1958.
M.
Garofalo-P. Langella-A.
Miele, "I
Bersaglieri. Le origini,
l'epopea, la gloria",
A.N.B., Presidenza della
Regione Autonoma Friuli
Venezia Giulia, Reanna
del Rojale (UD), 1997.
|
IL MEDAGLIERE |
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RICOMPENSE AL VALOR MILITARE ALLA BANDIERA |
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Ordine Militare d'Italia già Savoia all'Arma di Fanteria (RD. 5 giugno 1920)
N° 1 Croce di Cavaliere dell'Ordine Militare di Savoia
Nei duri cimenti della guerra, nella tormentata trincea o nell’aspra battaglia, conobbe ogni limite di sacrificio e di ardimento; audace e tenace, domò infaticabilmente i luoghi e le fortune, consacrando con sangue freddo la romana virtù, dei figli d’Italia. 1915-1918
|
 |
N° 1 Medaglia d'Oro Valor Militare:
Al Rgt.: “Salda e forte unità di guerra, già temprata in mesi di aspra lotta su altro fronte, si prodigava nella dura campagna di Russia con lo stesso ardore e la stessa fede che formarono la sua gloria nelle precedenti guerre d’Italia. Balzato dalla linea difensiva aspramente contesa, ma sempre inviolata, all’audace offensiva, si impossessava con sanguinosa battaglia del centro fortificato di Twnowka, aprendo il passo alla conquista del ricco bacino minerario di Krasnij Lutsch. Passato, con rapida, leggendaria marcia, dal Donez al Don ,dava il suo ponte e decisivo contributo alla battaglia per la conquista di una munitissima testa di ponte nemica, annientando il nemico annidato in un settore particolarmente difficile ed insidioso.
Chiamato in altro settore, dove minacciose masse russe erano riuscite a passare sulla destra del Don, con eroici contrattacchi e con tenacissima resistenza arrestava definitivamente l’avversario, rendendo vani ripetuti sfondamenti fatti dal nemico con mezzi e forze assolutamente preponderanti. Fronte Russo”. Orlowo- Iwanowka - Bokowo Antrazit - Bobrowski - quota 224- Jagodnyj - quota 208 febbraio Settembre 1942
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N° 1 Medaglia d'Oro Valor Militare:
Al Rgt.: “Magnifico Reggimento Bersaglieri durante la campagna in Russia già duramente provato e copertosi di gloria, stremato nelle sue fila, ma non domo, compì atti prodigiosi nella tormentata manovra di ripiegamento delle truppe A.R.M.I.R. segnando, dal Don al Dnieper, con copioso sangue le tappe di una lotta epica . In nobile gara di eroismo e di sacrificio con altre truppe: avanguardia arditissima in cruenti puntate controffensive, temeraria ed implacabile retroguardia, in durissimi combattimenti di arresto contrastò passo a passo il procedere baldanzoso di forti colonne corazzate nemiche, rompendone più volte l’accerchiamento con mezzi ed armi d gran lunga inferiori in numero ed efficacia. Sorretto da una disperata volontà di resistenza, benché sopraffatto dalle travolgenti forze avversarie, dopo aver perduto circa il 70 % dei suoi effettivi chiuse combattendo per ultimo, sulle sponde del Dnieper, il tragico ciclo operativo, ammirato dagli alleati a fianco dei quali validamente si batteva, tenendo ovunque alto il nome dei soldati d’Italia e sempre fedele alle nobili tradizioni del corpo. Fronte Russo”. Fiume Don fiume Dnieper 17 -31 dicembre 1942 20 febb. 1943
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N° 1 Medaglia di Bronzo al Valor Militare:
Al VI Btg.: “Per essersi distinto al passaggio della Sesia e nelle operazioni successive su Palestro e Borgo Vercelli.” 21 mag. 1859 22- 25 mag. 1859 |
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N° 1 Medaglia di Bronzo al Valor Militare:
Al VI Btg.: “Perché diede prova di valore e di sagacia militare ( fatto d’arme di Aspromonte)”. Settembre 1862 |
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N° 1 Medaglia di Bronzo al Valor Militare:
AL XII Btg.: “Per la valorosa ed intrepida condotta tenuta al fatto d’armi di Custoza.” 24 giu. 1866
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N° 1 Medaglia di Bronzo al Valor Militare:
Al Rgt.: “Sotto violento fuoco attraversava l’Isonzo, irrompendo nelle trincee nemiche ed in quattro giornate di aspra lotta validamente concorreva, con slancio intrepido e fulgido valore, al conseguimento della vittoria. Malgrado le forti perdite subite, manteneva tenacemente le posizioni conquistate, resistendo ai violenti e ripetuti contrattacchi nemici. Si distinse per slancio e ardimento nella riconquista di una importante posizione.” Bainsizza 16-20 agosto1917
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N° 1 Medaglia d' Argento al Valor dell'Esercito:
Alla Bandiere del Rgt: “ Inquadrato nelle forze del contingente italiano impegnato in Somalia per le operazioni di soccorso e protezioni alla popolazione, nonostante le oggettive difficoltà ambientali, si prodigava con totale dedizione ed elevata professionalità nella delicatissima e pericolosa missione. Operando in condizioni estreme di sicurezza, i suoi uomini hanno sempre confermato sia in attività di controllo del territorio, sia in azioni di rastrellamento per la ricerca d’armi sia in operazioni anti banditismo e/o scorte a convogli umanitari, sia infine durante le fasi di abbandono delle posizioni di Belet Wein e Bulo Burti, elevate capacità operative, altissimo senso del dovere e coraggio non comune. Più volte coinvolte in conflitti a fuoco, le sue unità reagivano sempre con efficacia, dimostrando in ogni circostanza la capacità di discriminare e graduare le reazioni del proprio personale evitando così inutili spargimenti di sangue. La fierezza, l’orgoglio e la certezza di portare vitale soccorso umanitario ad una popolazione disperata e la necessità di ridare ordine ad un paese martoriato dalla guerra civile sono state le motivazioni che hanno contraddistinto l’operato. Chiarissimo esempio di soldato che ha dato lustro all’Esercito Italiano, facendogli riscuotere unanime ammirazioni dalle Forze Armate Internazionali impiegate in Somalia.”. Somalia 30 novembre 1993 24 Febbraio 1994
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