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27 ottobre 2008
E' morto
l'ultimo combattente italiano nella
prima guerra mondiale. Delfino
Borroni, centodieci anni, aveva
combattuto a Caporetto. Si arruolò
nel gennaio 1917 nel
6° Reggimento
Bersaglieri,
combattendo sul massiccio del
Pasubio e in Valsugana. Ferito a
Caporetto, fu fatto prigioniero
dagli Austriaci e costretto a
scavare trincee, sino alla sua fuga
prima della fine della guerra. Chi
lo aveva intervistato riferiva che
nel fare i nomi dei commilitoni
morti si commuoveva ancora: ripeteva
di come nell'estate del '17 vide la
morte in faccia sul Monte Maio, con
gli austriaci cento metri più
avanti, e soprattutto undici metri
più in alto.
E poi raccontava di Caporetto,
nell'imminenza dell'ultimo attacco.
Mandato in avanscoperta, scampò la
morte, dice, perché una pallottola
colpì il tacco della sua scarpa,
facendolo cadere tra due cadaveri di
austriaci che gli fecero da scudo
contro il fuoco nemico. Dopo la
guerra fece il macchinista del tram
«Gamba de Legn», sulla tratta
Milano, Magenta, Castano Primo, dove
ha a lungo abitato, e qualcuno forse
lo può ancora ricordare. Viveva in
una casa di riposo nel milanese ed
era considerato l'uomo più longevo
di'Italia. Nei mesi scorsi sono
morti gli ultimi altri due veterani
italiani: Lazzaro Ponticelli, il 12
marzo 2008 e Francesco Domenico
Chiarello, il 27 giugno 2008.
tratto da: il sole 24 ore
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